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7 gennaio 2012

Interviste impossibili: il cane di Monti

di Alfonso Biondi 


L'altro giorno ho intercettato il sobrio quadrupede, riuscendo a fargli qualche domanda sul suo padrone e sui provvedimenti che tamponeranno gli italiani.

Alfonso Biondi: Buongiorno
Cane: Bau.

A: Premetto che mi trovo un po’ in difficoltà ad intervistare un cane. Sa, è la prima volta che…
Cane: Non si preoccupi, mi tratti come un qualsiasi deputato del Pd.

A: Ok, credo possa funzionare. Dunque, iniziamo… Molti italiani pensano che la manovra sia stata scritta da un cane. Lei c’entra qualcosa?
Cane: Non vorrei prendermene tutto il merito, ma sulle pensioni e sull’Ici ho dato un contributo non indifferente.

A: Anche lei è laureato alla Bocconi?
Cane: Sì, economia con specializzazione in finanza.

A: Non avevo dubbi. Senta… il suo padrone ha dichiarato che rinuncerà allo stipendio da premier. Che ne pensa della sua scelta?
Cane: Sono d’accordissimo e io lo seguirò nell’austerità. Per ora ho deciso che una volta a settimana mangerò croccantini di maiale armeno al posto della solita fiorentina insaporita con aceto balsamico del ’74. In futuro potrei optare anche per privazioni più dolorose.

A: Davvero lodevole.
Cane: La ringrazio, ma in tempi di vacche magre l’esempio deve venire da chi ha di più.

A: Siamo d’accordo. A proposito… Come lei ben sa, alcune misure presenti nella manovra come la reintroduzione dell’Ici, il mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione o l’aumento del prezzo della benzina surclasseranno le classi medio basse. Posso chiederle se questi provvedimenti le sembrano equi e se non finiranno col deprimere i consumi?
Cane: Lei può chiederlo.

A: Ehm... ehm... Passiamo ad un'altra domanda: quale sarà la prossima mossa del suo padrone?
Cane: Mario ha in mente diversi provvedimenti. Stamattina, proprio mentre mi portava ai giardinetti, mi ha detto che sta lavorando ad una tassa sul lusso.

A: Cioè?
Cane: Si tratta di un’imposta studiata per le famiglie che riescono ancora a permettersi due pasti al giorno.

A: Non le sembra un po’ esagerato?
Cane: Guardi, Mario ha detto che è l’Europa che ce lo impone. Poi gli italiani non se ne accorgeranno neanche: la notizia la faremo dare ad Elsa che per l’occasione scoppierà in lacrime.

A: Sta dicendo che il pianto del Ministro non era sincero?
Cane: Non sto dicendo questo, ma converrà con me che le donne hanno la lacrimuccia facile. La cara Elsa ha pianto perché non riusciva a pronunciare la parola “sacrificio”. Accade spesso anche alla mia cagnetta, ma in quel caso la parola è “pompino”.

A: Quest’ultima affermazione mi sembra poco bocconiana da parte sua.
Cane: Ha ragione, ma sono pur sempre un cane. Ogni tanto amo concedermi qualche volgarità.

A: Certo... Ehm.. Capisco. Ultima curiosità: Monti è davvero così freddo come appare in pubblico?
Cane: Assolutamente no! Pensi che una volta durante una rimpatriata tra ex bocconiani corresse il punch con dell’acqua minerale. Si sbellicarono tutti dalle risate.

A: Immagino… Allora la ringrazio e la saluto. E’ stato un piacere intervistarla.
Cane: Grazie a lei. Bau.

2 novembre 2011

Le primarie della libertà

di Alfonso Biondi  



Chi sarà il candidato del centrodestra alle prossime elezioni politiche? A questa difficile domanda ha cercato di rispondere Gigi Culla, politologo, massmediologo, sociologo e stupratore seriale. Ecco i suoi 5 nomi:


SILVIO BERLUSCONI- L’insospettabile. In un’ottica di ringiovanimento del partito, il nome nuovo è senza dubbio il suo. Leader della coalizione di centrodestra da soli 17 anni, rappresenta un’alternativa credibile alla fine del mondo, al suicidio di massa e, secondo alcuni analisti politici, anche alla dittatura militare. I ceti medi, messi in ginocchio dalla crisi, dovrebbero assicurargli la rielezione a patto che vengano varate entro fine legislatura le misure sulla crescita da cui si parla da tempo: il processo breve, la legge sulle intercettazioni e la prescrizione live.

ANGELINO ALFANO- Il delfino. Segretario di partito, siciliano di nascita, sosia raccapricciante di Gigi d’Alessio, l’Alfano nazionale si è fatto apprezzare per la sua forte personalità. Una volta ad esempio, quando il Cavaliere lo invitò a cena per discutere del processo breve, lui rifiutò fermamente di mangiare il contorno. Nell’ambiente è noto come “il delfino” perché sta zitto ed emette versi. Potrebbe essere lui il candidato del centrodestra qualora Berlusconi decida di lasciare, finisca inaspettatamente in galera o scappi ad Hammamet. O lasci perché finito in galera ad Hammamet.

MARA CARFAGNA-  La meritevole. Ha iniziato la sua carriera come soubrette al bagaglino e ora continua la sua carriera come soubrette al Ministero delle pari opportunità. La sua candidatura potrebbe rappresentare una svolta epocale per quelle persone che hanno sempre sognato di masturbarsi pensando al Presidente del Consiglio ma che proprio non ce la fanno a farsi le pippe su Berlusconi.

MASSIMO D’ALEMA- Calamità. E’ noto a tutti che il Pdl si trova in un mare di merda. Per questo motivo, data la sua esperienza, il Massimo nazionale potrebbe rappresentare il nome giusto su cui concentrare le responsabilità di una sicura sconfitta.

IL PALO DELLA LUCE- L’outsider. Ha più personalità di Alfano, dice meno cazzate di Berlusconi, non è irritante come D’Alema e non suscita istinti lascivi come la Carfagna. E anche lui conosce Bisignani. Da tener d’occhio.


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3 settembre 2011

Manovra di merda (si può dire manovra?)

di Alfonso Biondi  





Molta gente crede che per redigere una manovra di merda siano necessari solamente pochi minuti. Purtroppo non è così: il tira e molla sulla manovra economica, infatti, va avanti da moltissimo tempo e l’ultimo vertice tra Pdl e Lega è durato ben 7 ore, preliminari inclusi. Vediamo cosa è successo nell’ultimo e decisivo incontro. 

Per il Pdl, oltre a Berlusconi e Tremonti, erano presenti anche Gasparri, Alfano e un fantoccio di legno (rivelatosi al termine dell’incontro l’esponente del partito con maggiore personalità). I pidiellini erano vestiti di tutto punto: giacca, cravatta, scarpe eleganti, giarrettiere (con B. non si sa mai) e orologio del Milan.

Il Carroccio invece s’è presentato con Bossi, la cui canottiera è parsa eccessivamente formale per l’occasione; Calderoli, vestito solamente con una pelle di dromedario ucciso da lui stesso a mani nude; Maroni, vestito come uno del Pdl ma con degli occhiali del cazzo; e un orso bruno, inizialmente adescato per rivestire il ruolo di intellettuale del partito (qualcuno dice con la promessa di una candidatura a consigliere comunale di Gallarate), poi divenuto una lauta merenda nel corso della lunga riunione.

L’incontro, dicevamo, è durato in tutto 7 ore: un lasso di tempo decisamente congruo per scaccolarsi (Bossi), degustare degli ottimi panini all’orso (Calderoli) e riallacciare i vecchi rapporti coloniali con le amazzoni di Gheddafi (indovinate chi).

Mentre ognuno si faceva i cazzi suoi, Gasparri si occupava di stilare la manovra, il tutto rigorosamente da solo. Ne è uscito fuori un provvedimento che prevedeva un contributo di solidarietà sulle pensioni inferiori a 1000 euro, l’aumento di un anno dell’età pensionabile dei calciatori e l’accorpamento di Lazio e Campania.

Quando ormai s’era fatto tardi e bisognava dire qualcosa ai giornalisti fuori Villa San Martino, Berlusconi, dopo aver stranamente bocciato gli emendamenti di Gasparri, ha buttato giù  4 cazzate e s’è presentato ai cronisti col solito fare trionfante: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Che in quel contesto suona un po’ come “Metteremo qualche altra cosa in qualche altra parte degli italiani”. Poi, dopo aver sparato altre minchiate col fucile di precisione, ha concluso: “Dopo le ultime modifiche la manovra è sicuramente più equa”. Già. Colpirà sia i poveri che i non ricchi.


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24 agosto 2011

Penultime dai campi

di Alfonso Biondi 




Finalmente i malati di calcio potranno smetterla di guardare le repliche dell’amichevole tra i pulcini della Pro Patria e la nazionale assicuratori: ancora poco e tornerà la Serie A. Ecco come i principali club italiani si affacciano alla competizione:


MILAN- Si riparte dai soliti punti fermi: la difesa compatta, l’imprevedibilità di Ibrahimovic e la cravatta di Galliani. L’organico appare molto competitivo, ma l’ad rossonero ha dichiarato ai microfoni di Sky che a Milanello potrebbe arrivare un mister X. Qualcuno sospetta che il misterioso mister X possa essere uno tra Messi, Cristiano Ronaldo e Gigi D’Alessio; qualche altro, invece, è convinto che Galliani abbia detto la prima cazzata che gli passava in mente per togliersi dalle palle i giornalisti di Sky. L’opinionista sportivo Lillo Muffa non ha dubbi: la squadra rossonera ha serie possibilità di vincere il campionato.

INTER- Massimo Moratti ha definitivamente tracciato la via del fair play finanziario, annunciando che, oltre a non spendere cifre folli per delle pippe, dalla prossima stagione le lamborghini della società avranno tutte l’impianto Gpl. L’organico a disposizione di Gasperini è di tutto rispetto, anche se un nuovo triplete rappresenta un’impresa decisamente improbabile, a meno che gli avversari di turno non vengano colpiti costantemente dalla lebbra. Per l’opinionista sportivo Lillo Muffa i nerazzurri hanno serie possibilità di vincere il campionato.

NAPOLI- Dopo la sfuriata fatta ai sorteggi, De Laurentiis è di nuovo incazzatissimo: il patron azzurro ha infatti scoperto che la partita Cesena Napoli si terrà il giorno del suo onomastico. Per questo motivo ha fermato un 16enne che scorrazzava sul suo motorino in via Chiaia a Napoli e lo ha costretto ad accompagnarlo alla sede romana della Figc: qui ha torturato Gianni Abete leggendogli in anteprima tutta la sceneggiatura dell’ultimo cinepanettone. A parte questo, la squadra si è molto rinforzata. Ripetere il 3° posto dello scorso anno è cosa possibile, anche se per l’opinionista sportivo Lillo Muffa la squadra partenopea ha serie possibilità di vincere il campionato.

JUVENTUS- Se l’anno scorso l’unico modo per sconfiggere la Juventus a Torino era quello di presentarsi in tempo allo stadio, quest’anno la musica cambierà. Conte ha assicurato che la squadra tornerà finalmente ai livelli che le competono; i tifosi gli credono, ma solo perché l’alternativa è l’impiccagione. A dispetto delle premesse poco incoraggianti, per l’opinionista sportivo Lillo Muffa la squadra bianconera ha comunque serie possibilità di vincere il campionato.

ROMA- Il nuovo tecnico giallorosso Luis Enrique vuole inculcare ai suoi la mentalità vincente del Barcellona, ma per ora l’unico risultato che ha raggiunto è stato insegnare a Pizarro come si cucina la paella. A chi lo ha accusato di un precampionato disastroso, il tecnico ha risposto di non conoscere ancora bene l’italiano (una scusa che nell’ambiente potrebbe provocare un clamoroso precedente). Nonostante ciò, per l’opinionista sportivo Lillo Muffa i lupacchiotti hanno serie possibilità di vincere il campionato

LAZIO- Per la prossima stagione il Presidente Lotito ha in testa solamente un obiettivo: evitare di prendere l’ennesima denuncia per mobbing da uno dei suoi calciatori. A parte questo l’organico a disposizione di Reja, soprattutto grazie agli innesti di Klose e Cissé, competerà sicuramente per i primi 4 posti della classifica. L’opinionista sportivo Lillo Muffa non ha potuto esprimere la sua opinione sulla Lazio a causa di un’improvvisa e inaspettata lapidazione. 

(Potete trovare l'articolo anche su Agoravox all'indirizzo http://www.agoravox.it/Comincia-la-Serie-A-Penultime-dai.html)


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12 agosto 2011

Spiazza Affari

di Alfonso Biondi 




Le borse di tutto il mondo si trovano nella classica situazione che gli analisti finanziari chiamano in gergo tecnico “mare di merda”. Ecco un’analisidi quello che succede in 6 Paesi scelti accuratamente a caso.

Stati Uniti

Il debito pubblico stazionava da tempo sulle 68 cifre e, per evitare il default, Democratici e Repubblicani hanno deciso di portalo a 69, numero che nella smorfia newyorkese indica notoriamente il “disoccupato”. Standard & Poor’s, da sempre indicata come l’agenzia di rating più superstiziosa, ha perciò deciso di togliere una A alla nazione a stelle e strisce; non meravigliatevi quindi se tra un po’ la sentirete chiamare ‘Merica.


Spagna

Anche in Spagna la situazione non è delle migliori. A causa della crisi finanziaria, del tasso di disoccupazione che sfiora il 20% e dell’inaspettata mancanza di sangria, Zapatero ha indetto per novembre le elezioni anticipate. Il premier calzolaio ha poi dichiarato che non ripresenterà la sua candidatura, cosa che rende ancora più estemporaneo quel filmaccio della Guzzanti. Nonostante ciò, il paese iberico è nel mirino degli speculatori finanziari, soprattutto di quelli che ricordano di aver mangiato di merda al ristorante “El Moro” di Madrid.
 

Cina

La Cina è il principale creditore degli Stati Uniti e, per questo motivo, anch’essa risente molto della crisi americana. Pechino guarda con preoccupazione l’evolversi della situazione e, secondo fonti locali non ancora imbavagliate, i membri dell’esecutivo starebbero stemperando la tensione torturando gli attivisti per i diritti dell’antilope tibetana.
 

Italia

Il pareggio di bilancio, inizialmente previsto per il 2014, è stato anticipato a dopodomani, causando code interminabili nelle farmacie e negli esercizi commerciali che vendono lubrificanti. Il provvedimento si è reso obbligatorio a causa degli speculatori -molti dei quali sicuramente italiani- che stanno accanendosi oltremodo contro il nostro Paese. Berlusconi dice che c’è da stare tranquilli, ma ormai gli italiani hanno imparato a riconoscere da 10 Km tutte le sfumature cromatiche della merda. Il nesso di causa effetto tra le rassicurazioni del Cavaliere e il crollo di Piazza Affari è tuttora all’esame di equipe di matematici, statistici e barzellettieri d’osteria.


Germania

Attualmente la Germania rappresenta la nazione dall’economia più solida e, nonostante mostri una certa apprensione per le sorti dell’Europa, le priorità dell’agenda di governo riguardano esclusivamente le scorte di birra scura per il prossimo Oktoberfest. Nel caso sopraggiungano problemi, però, l’esecutivo valuterà con cura l’ipotesi di invadere la Polonia.
 

Groenlandia

Gli analisti finanziari non hanno dubbi: fa un freddo del cazzo. 

(Potete trovare l'articolo anche su Agoravox all'indirizzo http://www.agoravox.it/Spiazza-Affari.html)


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31 luglio 2011

Il partito dei funesti

di Alfonso Biondi 



La pacchia è finita e nel Pd scoppia come un fragoroso peto la questione morale. Il partito di governo momentaneamente all’opposizione (come a suo tempo lo definì il suo leader parruccone momentaneamente calvo) si è trovato in brevissimo tempo a fare i conti con alcuni fatti decisamente imbarazzanti. Ovviamente stiamo parlando delle pesanti accuse mosse a Penati, dei presunti magheggi sanitari di Tedesco e dell’inaspettata mancanza di merendine nella sede romana del Partito. 

E i giornali filoberlusconiani hanno subito preso la palla al balzo, mandando a sbattere contro il Pd la macchina del fango, ma il bello è che a sporcarsi è stata quest’ultima.


I vertici del partito avevano subito capito di essere sotto attacco e per questo avevano pianificato in tempi brevissimi un’impeccabile strategia di difesa. Al momento di approvarla, però, il partito si è spaccato sull’orario della conferenza stampa: i dalemiani pretendevano che fosse fissata per le 10.30 dell’indomani; i veltroniani erano d’accordo col giorno ma premevano per farla alle 10.35, un orario che, a detta di Franceschini, sarebbe stato più idoneo ad attrarre l’elettorato moderato. 

Purtroppo nessuna delle due fazioni ha voluto rinunciare al proprio sostrato ideologico (5 minuti a volte fanno la differenza. Con cinque minuti in più sarei capace di scopare una ragazza per 8 minuti!) e il risultato è stato uno stallo decisionale, sbloccato solamente dal leader carismatico Bersani. 
 
L’omonimo del più famoso cantante ha convocato una conferenza stampa a Montecitorio e c’è andato giù duro: “Le critiche le accettiamo. Non accettiamo aggressioni, calunnie, fango e caramelle dagli sconosciuti. Quindi da oggi iniziano a partire querele e richieste di danni ”. Ovviamente il primo e importante bersaglio di tali azioni legali saranno il Giornale e Libero, rei di aver offeso pesantemente il Pd. L’avevano chiamato “partito”. 

(Potete trovare l'articolo anche su Agoravox all'indirizzo http://www.agoravox.it/Un-pizzico-di-satira-Pd-il-partito.html)


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27 luglio 2011

Il Papa nero

di Alfonso Biondi  



Dopo la votazione del 20 luglio alla Camera, Alfonso Papa è momentaneamente domiciliato a Poggioreale. L'ambiente è molto più angusto di Montecitorio ma, almeno, c'è gente onesta. 

L'ex magistrato e attuale deputato del Pdl risulta indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla P4: nello specifico si tratta di una loggia massonica simile alla P2 ma con 60 giga di memoria in più. Le accuse a suo carico sono quelle di corruzione e rivelazione di segreto, anche se, come più volte ha ripetuto Papa, non può assolutamente essere considerato un segreto il fatto che Gianni Letta sia un bell'uomo. 

Rispetto ai teoremi della Procura, l'omonimo di Ratzinger s'è dichiarato sempre innocente e agli occhi degli abituè dell'OKtoberfest è parso molto strano che la Camera abbia votato per il suo arresto. Papa aveva infatti offerto all'aula delle solide prove a suffragio della sua innocenza: tra queste anche un foglio A4 con su scritto "Non sono stato io". 

Gli onorevoli, però, non hanno creduto alle sue buone intenzioni. Determinante in questo senso è stato il voto della Lega: il partito di Bossi non è riuscito a soprassedere alle accuse mossegli dalla Procura, in primo luogo a quella di essere napoletano.

Berlusconi l'ha presa malissimo e ai cronisti che lo assediavano dopo la votazione ha dichiarato: "Non voterò mai per mettere le manette a qualcuno se quel qualcuno non indossa delle giarrettiere rosse e non è stato prima sculacciato". Viva la libertà.


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15 luglio 2011

Frodo Mondadori: cose da (non) fare con 560 milioni di euro

di Alfonso Biondi  




La Corte d'Appello di Milano ha deciso che il simpatico Cavaliere deve al simpatico De Benedetti 560 milioni di euro. E' quello che gli analisti finanziari chiamano tecnicamente "un sacco di soldi". Ma Berlusconi metterà mano al portafogli? Niccolò Ghedini, subito dopo essere uscito dalla bara, ha detto di sì. Fatto sta che con 560 milioni il nostro amato Presidente avrebbe potuto fare tantissime cose, tipo le seguenti:

  • Consumare con troie di età imprecisata 112mila rapporti sessuali da 5mila euro cadauno. La cifra di 5mila euro prevede la forma all inclusive: risatine di gusto a barzellette di dubbia moralità, falso interesse per la politica, dilatazione ano-vaginale, finti gridolini di piacere. 

  • Fare 467 prestiti da 1milione e 200mila euro a Lele Mora (cresta di Emilio Fede inclusa).

  • Pagare distrattamente 1867 tangenti da 300mila euro ad altrettanti giudici Metta. Il pacchetto comprende: massima discrezione, bonifico dall'estero, arrivo del denaro 6 mesi dopo la sentenza favorevole, prescrizione su richiesta. 

  • Comperare 373 ville a Lampedusa da 1,5 milioni di euro, salvo poi fingere un certa ritrosia dopo averne appurato la trentennale abusività. Nobel per la pace alle prime 10 telefonate.

  • Infilare nel taschino dell'amico Bettino Craxi 861 tangenti da 650 milioni di euro (Silvio pagò all’amico Betty 1,23 miliardi delle vecchie lire, ma inizialmente aveva pensato a una cravatta).

  • Fare 112 regalini da 5 milioni di euro ad altrettante nipoti di Mubarak che sentono lesa la propria dignità nonostante le ospitate da Signorini.

  • Comperare 25 complessi residenziali da 22 milioni di euro ad Antigua. Querela a Report non compresa nel prezzo. Per ogni vittoriosa eiaculazione provocata da meretrici autoctone è necessario un ulteriore esborso di 120mila euro annui.


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30 giugno 2011

Memorie di una che piscia

di Alfonso Biondi  




Ecco come Giuletta A' vott, arzilla 67enne residente nei pressi di piazza del Plebiscito di Napoli, annota sul suo diario di Hello Kitty l'evolversi dell'ultima emergenza rifiuti.

18 giugno. In città è pieno di immondizia e pare che sia proprio tornata l'emergenza. I rifiuti sono dappertutto, perfino nei cassonetti. Tira una brutta aria e ve lo dice una che non sa cosa sia una metafora.  

19 giugno. Stamattina ho fatto un giro in centro con Tonino o'Stuort. Ci sono così tanti rifiuti che ormai fungono da segnaletica stradale. Un uomo parla a telefono con la fidanzata e le dice: "Ti aspetto tra il Bar Giorgio e il divano mangiucchiato dai topi di Corso Umberto". 

22 giugno. Stamattina mi sono svegliata con le narici piene di una puzza orrenda. Devo ricordarmi di dire a mia figlia di non cucinare più la pasta coi cavolfiori. In città la situazione resta stabile. 

23 giugno. De Magistris ha detto di avere un piano alternativo, ma ad ogni domanda dei cronisti risponde "Abbiamo scassato". 

26 giugno. Delle 2400 tonnellate ne restano solo 1700. "La situazione migliora" dicono al tg locale. Un po' come avere il cancro e gioire perché se n'è andato il raffreddore. La situazione migliora. 

29 giugno. Strade sempre piene di rifiuti. Il Comune dà la colpa alla Provincia, la Provincia alla Regione, la Regione al Governo, il Governo agli indios nativi della California occidentale.  

30 giugno. Non so quanto potremo resistere. L'emergenza sta gettando la città nello sconforto più totale. Anche i giovani hanno paura. Poco fa ho visto un bimbo di 6 anni che per guidare il motorino s'è messo il casco. Qualcuno ci aiuti.

Continua...


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27 giugno 2011

Quel gran figlio di P4

di Alfonso Biondi  




Lobbista da strapazzo, segnalatore a strafottere, piduista pluritesserato. Qualcuno, però, ne parla anche male. Luigi Bisignani, 58 anni il prossimo 18 ottobre, è l'uomo del potere. Fino a qualche giorno fa nessuno sapeva chi cazzo fosse; anche oggi non lo sa nessuno, ma il suo nome è comunque sulla bocca di tutti. 

Bisignani conosceva tutti: Denis Verdini, Italo Bocchino, Gianni Letta, il testimonial del Tonno Nostromo. Aveva tantissimi amici e molte persone ambivano a entrare nel suo giro, tant'è che su facebook raggiungeva il limite di 5000 contatti dopo appena 2 ore di connessione. Il suo cellulare squillava a tutte le ore del giorno e pare che agli amici influenti rispondesse con la parola in codice "Pronto". 

La nonna di Bisignani, incalzata dai ficcanti cronisti del Corriere dei tarallini, ha confessato che sin da piccolo il nipote mostrava un certo interesse per le logge massoniche. In prima elementare il piccolo Bisy aveva fondato con tre dei suoi amici la loggia Pu Pu (che secondo un'inchiesta di Pippo Franco potrebbe essere una P2 ante litteram): si trattava di un'organizzazione segreta filoborbonica che, come si evince dal nome, aveva dei riti di iniziazione decisamente discutibili. Le riunioni si svolgevano nel bagno della scuola e avevano lo scopo di gestire il racket delle merendine. 

Nel corso degli anni la vocazione di Bisignani per le logge cresce. Entra a far parte della P2, anche se ha sempre negato di conoscere Maurizio Costanzo, e negli anni di Tangentopoli viene condannato per la maxi-tangente Enimont. In seguito viene radiato dall'ordine dei giornalisti, ma il lato positivo della cosa è che oggi può vantarsi di non essere collega di Minzolini. Poi l'esplosione dello scandalo P4 per il quale, da giorni, tutti gli italiani si stanno facendo la stessa domanda: come cazzo fa a portare quegli occhiali di merda?


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